Riparto da ME!

C'è stato un periodo in cui ho pensato spesso: "Se non parto prima da me, non riuscirò mai a dare il massimo, anzi probabilmente non andrò avanti e fallirò nei miei intenti".
Mi chiedevo: "Come è possibile avere una o più opportunità e non riuscire a svilupparle a pieno?"
E' come avere la soluzione davanti, ma continuare comunque a tenersi il problema.
La cosa che mi ha colpito è stata la mole di lavoro fatto, che ha portato molto poco se non niente. Quando ci si ritrova dentro a questo turbinio di pensieri, la cosa primaria da fare è pensare perché si sta facendo quella determinata cosa e per chi. Cosa ci spinge ad agire in quella direzione? Che cosa si mira ad ottenere e per chi?
Ho scoperto che, se faccio le cose solamente per gli altri, è comunque limitante, anche se in teoria dovrebbe gratificare, proprio per il fatto che tutto il mio lavoro è basato su questo: fare qualcosa per gli altri, in tutte e due le attività che svolgo.
Eppure questo non mi gratificava come avrebbe dovuto, mi frenava e non mi portava ad ottenere il successo che desideravo
Cosa mi frenava?
Penso a quante persone vorrebbero una vita felice; mi soffermo a pensare che tutti la vorrebbero, in realtà mi sono reso conto che non è così.
La vita dovrebbe essere dignitosamente vissuta e quando dico dignitosamente, parlo di una vita in cui abbiamo tutto ciò che ci serve, facendo quello che più ci piace, con la possibilità di non farci mancare nulla, non per riuscire a sopravvivere, ma per VIVERE, che è ben diverso.
La modalità che invece il più delle volte adottiamo, è rivolta più alla rinuncia, che al fatto di andare a prenderci ciò che ci spetta di diritto.
Nel mio lavoro, vedo molte persone che soffrono ed ognuna di loro, lo fa in silenzio, un silenzio che fa rumore. Solo quando si rendono consapevoli che c'è qualcosa che non va, solo allora si rivolgono a qualcuno per riuscire a capire come potrebbero migliorare la situazione o risolvere quel disagio e quello che faccio io è sempre riportarli a se stessi, partendo da loro, ammirando quel miracolo che si chiama vita.
Quale può essere un punto di partenza?
Se non hai stima e un po' più di amore per te stesso, farai molta fatica a fare qualcosa per gli altri. Quante volte abbiamo sentito questa frase e quante volte abbiamo fatto finta di nulla.
Perché è proprio così.
Io ho detto basta, ora riparto da me, ho bisogno di dare ascolto a ciò che ho tenuto in silenzio per troppo tempo. Dedicarmi del tempo utile, coccolarmi un po', avere rispetto del mio sentire e permettere che non venga mai soffocato, battermi sulla spalla e dirmi: "Sei stato bravo".
Se proprio devo rivangare il passato e con imparzialità, guardare a quante volte sono stato bravo, le sfide che ho superato, delle quali mi sono dimenticato, avere per me il rispetto che merito, riscoprire quell'entusiasmo che mi muove nel fare ciò che voglio fare, nutrirmi di quel sano egoismo, che mira a volermi bene, a rispettarmi per ciò che faccio, perché nessuno può farlo meglio di come lo faccio io per me.
Allora sì che sicuro di me stesso, senza paura di perdere, posso affrontare le sfide della vita. Vita che meravigliosamente insegna.
Dobbiamo avere il coraggio di volerci bene, perché siamo l'unica persona che teniamo spesso all'ultimo posto, quando dovremmo occupare sempre il primo posto. La forza che troviamo nell'aiutare gli altri, moltiplicherebbe all'infinito nel nostro volerci bene: un sano egoismo che ci metta al primo posto; questo ci serve!
Ecco cosa poter fare in concreto!
Programmiamo la settimana in modo da ricavare i nostri spazi, questo ci ripagherà.
Al risveglio mattutino, prima di alzarti respira, chiudi gli occhi e pensa a quanto sarà straordinaria la giornata, anche se ti aspettano sfide impegnative, pensa a quanto coraggio hai nell'affrontarle e se sono lì ad aspettarti è altrettanto vero che sono lì per essere vinte, altrimenti non si sarebbero presentate; pensa a quanto sarà bello il dopo.
Visualizza un'evento importante, qualcosa da affrontare in giornata, vediti vincenti, attorniato da persone che sono molto soddisfatte per ciò che stai dicendo e facendo. Abituati a fare questo esercizio, anche prima di andare a letto, perché è potentissimo.
La mente non distingue dal realmente vissuto al fortemente immaginato.
Se vuoi approfondire l'argomento della visualizzazione creativa leggi qui.
Al mattino prima di alzarti, con molta calma stiracchiati rilassando successivamente i muscoli; facendolo augurati il buongiorno, poi con calma alzati, vai in bagno e dopo esserti lavato, guardati allo specchio e sussurrati :"Ti voglio bene".
Sarà la prima persona che saluterai, quella che vedrai riflessa in quello specchio, questo ti ricorderà che se non riesci a voler bene a te stesso, difficilmente saprai cosa significa voler bene e tutto ciò che farai acquisterà un senso ed un valore differente.
A ME. A TE!
Fabio Nori Operatore in Kinesiologia Emozionale

